Lettera di don Roberto alla nostra UP

Lettera di don Roberto alla nostra UP

Carissima comunità di Bagnolo,
voglio arrivare a voi con questa lettera per ringraziarvi delle preghiere e del vostro affetto che non sono mai mancate in questi anni e soprattutto questa sera, in cui la Chiesa fa memoria della vita consacrata celebrando la Presentazione di Gesù al Tempio. Il fatto che stasera la mia famiglia, a causa dei blocchi imposti dal Covid, sia lì con voi e non qui con me, fa sì che tutta la comunità bagnolese diventi la mia famiglia e che il mio pensiero corra ancora di più alla comunità che mi ha generato alla fede.
Ci sono una memoria liturgica e una figura biblica che mi hanno accompagnato in questi anni e che continuano ad accompagnarmi; ad esse ricorro spesso, soprattutto nei momenti più faticosi, perché sono capaci di darmi pace e di rinnovare la fiducia che tutto andrà comunque bene, perché tutto è e rimane nelle mani di Dio.
La memoria liturgica è la Presentazione di Maria al Tempio e la figura biblica è la profetessa Anna. Entrambe sono accomunate da un concetto: il rimanere nel Tempio del Signore, alla sua ombra, sotto la sua protezione; immagine sottolineata da tanti Salmi, come il 90, il 120, il 26 e, in particolare, l’83: “Quanto sono amabili le tue dimore, l’anima mia brama gli altri del Signore… Beato chi abita la tua casa, per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove”. E davvero, come hanno sperimentato il salmista o la profetessa Anna, non c’è davvero nulla di più bello che rimanere accanto al Signore, lasciarsi proteggere da lui… mettere, come la vedova del vangelo, tutta la propria vita nel tesoro del Tempio, per affidarsi, nella propria povertà, alle cure di Dio.
Se è vero che, secondo la tradizione apocrifa, Maria ha passato nel Tempio solo qualche anno (l’infanzia e l’adolescenza) e se è vero che Simeone, pur restando a Gerusalemme, andava e veniva dal Tempio, Anna si distingue da loro perché dal Tempio non si allontanava mai; vi ha passato tutta la sua esistenza. Nella sua vedovanza, nella sua solitudine, nella sua affettività menomata dal lutto, ha scelto di mettersi al riparo dell’Onnipotente e ha fatto di Lui la sua ragione di vita, servendolo di giorno come di notte, con digiuni e preghiere e conservando fino a 84 anni la capacità di attendere la redenzione del suo popolo e alimentando la speranza per Gerusalemme.
Ora, se è vero che Dio si trova ovunque (non solo nel Tempio) e ovunque si ha la possibilità di servirlo, amarlo ed essere da Lui protetti e custoditi (io avevo già iniziato a farlo nel ministero presbiterale), capisco sempre di più che per me, oggi, come ha fatto Anna, stare, rimanere stabilmente nel Tempio è meglio che mille altri luoghi e modalità di sequela (…più che mille altrove!), dove questo Tempio per me è rappresentato dalla vita monastica. Essa mi spinge a lavorare su me stesso, a cercare in maniera più autentica il volto del Signore, a mettere da parte le mie pretese, le mie idolatrie, i miei desideri, per lasciare che sia Dio stesso a manifestarmi il suo volto, il suo volere e i suoi desideri. Questo per me significano la povertà, l’obbedienza e la conversione di vita: la possibilità di de-costruirmi, per ri-unificarmi interiormente intorno a un centro che non sono più io a darmi, ma che sarà Dio stesso a mostrarmi.
Le necessarie potature interiori per entrare nella vita eterna, richieste dall’azione dello Spirito, non sono mai facili da digerire e il cammino monastico di questi anni non ha certamente fatto sconti, ma siamo arrivati a questa meta importante: la professione temporanea per 4 anni.
La data scelta, oggi 2 febbraio, vuole essere appunto un riferimento alla profetessa Anna. Tra l’altro, se non ricordo male (ma potrei sbagliare), mi sembra che uno dei quadri della chiesa di Bagnolo riporti proprio la presentazione di Gesù al Tempio.

Ringrazio don Guerrino e tutti coloro che, in varie forme, mi hanno fatto pervenire gli auguri. Nella speranza di poter tornare presto a Bagnolo, una volta cessato il blocco tra le regioni, vi affido tutti al Signore. Vi ricordo e siete sempre con me.
Un abbraccio in Cristo

Roberto (Rupert)